Andrea Pozzo.com

Pittore Scenografo Architetto

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Benché il Generale dell’Ordine dei Gesuiti Gian Paolo Oliva avesse richiesto la presenza di Andrea Pozzo a Roma non appena terminate le decorazioni nella Chiesa di San Francesco Saverio a Mondovì (conclusi nel 1677) Andrea Pozzo giunse a Roma soltanto nel settembre del 1681.

La causa del ritardo era dovuta agli impegni di lavoro che gli erano stati commissionati da Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours (madre del principe Amedeo) e dalle sue precarie condizioni di salute.

Era trascorso appena un mese dal suo arrivo a Roma che il Padre Generale Oliva muore e Fratel Andrea Pozzo torna alle sue mansioni di cuoco. Il suo primo lavoro romano fu l’allestimento di un teatro sacro, su incarico del nuovo Generale dell’Ordine Carlo di Noyelle, nella Chiesa del Gesù (opera andata perduta). Il primo lavoro a fresco del periodo romano riguarda il corridoio della Casa Professa di Sant’Ignazio, qui era tenuto a risolvere come a Mondovì dei difetti dell’architettura reale. Nel suo primo quinquennio romano eseguì lavori nella Chiesa di Sant’Ignazio e la decorazione della Chiesa Gesuitica di Frascati.

In quegli anni su una vasta soffitta del Collegio del Gesù Andrea Pozzo insegnava le sue tecniche a vari allievi, di varie nazioni, purchè giovani di talento; tra gli allievi Fra Giuseppe Pozzo dei Carmelitani Scalzi di Venezia, suo fratello. Andrea Pozzo era richiesto da molti, ma preferì rimanere a Roma per dedicarsi ai compiti spirituali e in un’impresa che gli costò molta fatica e molto impegno: il TRATTATO PROSPETTIVA DE’ PITTORI E ARCHITETTI (1693 pubbl. I° tomo - 1700 pubbl. II° tomo) Iniziò nel 1691 la decorazione della volta nella navata di Sant’Ignazio che terminò nel 1694.

Progettò nella stessa chiesa la cappella e il relativo altare di Sant’Ignazio e nel 1699 portò a termine la cappella del Beato Luigi Gonzaga. Il periodo romano vede Andrea Pozzo impegnato come architetto, infatti nel 1698 eseguì i disegni per la Chiesa gesuitica di Sant’Ignazio di Ragusa in Dalmazia, per il Duomo di Lubiana e nello stesso periodo si impegnò anche per delle opere in Sicilia. Nella primavera del 1702 accompagnato da sei allievi abbandonò Roma per dirigersi in Toscana e a Vienna.

Chiesa del Gesù

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Chiesa di S. Ignazio


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