Andrea Pozzo.com

Pittore Scenografo Architetto

Cronologia commentata della vita e delle opere di Andrea Pozzo

1642 30 novembre. Nasce a Trento , da mastro Jacopo, oriundo della Valsolda in Lombardia, e da Lucia Bazzanella.

1652-59 Studia al collegio tridentino dei gesuiti.

1660 Inizia a dipingere presso un artista a Trento.

1661 Esprime il desiderio di entrare nell'ordine dei carmelitani, ma viene rifiutato , tra l'altro, anche per la sua debole costituzione fisica.

1662-64 Si reca a Como e poi a Milano al seguito di un pittore lombardo, ravvisabile forse in Giovanni Ghisolfi. Dipinge Dodici mezze figure di vecchi e apostoli, che vengono esposte al pubblico nell'oratorio di S. Maria in S. Elisabetta al Verziere a Milano.

1664 Lascia la bottega del suo maestro per stabilirsi nella casa di un gentiluomo dilettante di pittura, fatto che gli permette di disporre di una maggior e libertà per dedicarsi allo studio delle opere d'arte esistenti "nell'accademie, nelle gallerie e nelle chiese" di Milano.

1665 Fuga in Egitto per la chiesa carmelitana alle Laste, Trento.23 dicembre. Entra a Milano nella Compagnia di Gesù. Suo fratello Jacopo Antonio diventerà invece carmelitano .

1665-67 Noviziato nella domus probationis di S. Antonio a Chieri, dove, ancora nel secolo XVIII , sono documentati alcuni suoi dipinti.

1667-69 Trasferito a Milano, nella casa professa di S. Fedele: diventa coadiutore temporale e viene destinato a compiere umili lavori nelle cucine .

1669-71 Realizza teatri sacri per le Quarantore a S. Fede le e dipinge quadri per S. Maria di Brera a Milano, nonché per i gesuiti di Genova, tra cui un San Francesco Borgia nella cappella di Sant'Anna nella chiesa dei SS. Andrea e Ambrogio (detta il Gesù) .

167126 luglio. In occasione della canonizzazione di San Francesco Borgia realizza l'apparato nel S. Fedele di Milano e, nel mese di novembre, sempre per il medesimo santo , un apparato nella chiesa dei gesuitidi SS. Andrea e Ambrogio, a Genova. Sembra probabile anche la realizzazione di un teatro delle Quarantore per i gesuiti di Trento, sua città d'origine.

1672 Apparato sacro dedicato all'Immacolata concezione inS. Fedele a Milano,su commissione del governatore spagnolo, Don Gaspare Tellez Giron, duca di Ossuna e Uceda.

1672-73 Lavora a Genova. Risalgono a questi anni il dipinto Predica di san Francesco Saverio destinato alla locale chiesa del Gesù, ma in seguito trasferito nella Collegiata a Novi Ligure, e un San Francesco Borgia per la chiesa gesuitica di Sanremo. Dipinge una Morte di San Francesco Saverio per la cappella dedicata ai santi gesuiti nella parrocchiale di Grazzano d'Asti.

1675-76 Realizza delle decorazioni ad affresco, non meglio identificabili, per il principe Antonio Teodoro Trivulzio.

1676 2 febbraio.Ultimi voti San Fedele a Milano.Dipinge una lunetta con Cristo fra i dottori, per la chiesa di S. Defendente a Romano di Lombardia, attualmente rimontata nella chiesa di S. Stefano a Novi Ligure.

1676-77 Intervento nella fabbrica di S. Francesco Saverio (oggi: chiesa della Missione) a Mondovì. Già nel 26 gennaio 1675 il padre generale autorizza l'artista di prestare la sua opera ai confratelli monregalesi. Nella primavera del 1676 arriva sul luogo per proseguire e ultimare i lavori architettonici e decorativi all'interno della chiesa. L'edificio si trova in fase di compimento su disegno di Giovenale Boetto. Già prima del suo soggiorno monregalese, documentato a partire dal 1676, vengono modificate probabilmente su suo suggerimento le volte della navata e ingrandite le finestre; la critica recente gli attribuisce anche l'idea di rimodellare le pareti con un intensa articolazione di semi colonne e colonne a tutto tondo. Esegue un grandioso ciclo di affreschi che comprende, tra l'altro una finta cupola con la gloria del santo titolare (nella crociera) e San Francesco Saverio che battezza la Principessa Neakile (nel catino dell'abside).Il bozzetto per quest'ultimo è in possesso del Museo provinciale di Trento, ma si trova attualmente in deposito nella Galleria dell’Accademia a Venezia.

1677 Muore il padre, Jacopo Pozzo.

1678-81 Il duca di Savoia lo chiama Torino per la decorazione pittorica della chiesa dei SS. Martiri, annessa al Collegio Vecchio dei gesuiti. Gli affreschi della volta, che dovevano costituire uno dei grandi capolavori del maestro, deperirono nel tempo e furono quasi interamente rimossi nel corso del restauro attuato nel 1841-44; ne rimangono alcuni frammenti sulla contro facciata. Dipinge per i teatrini torinesi la tela del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo. Per un foglio di tesi dell'abate Francesco Gontery, dedicato al giovane duca Vittorio Amedeo di Savoia fornisce un disegno (oggi custodito al British Museum di Londra) che verrà inciso da Georges Tasnìère. Nel contesto delle vicende progettuali del Collegio dei Nobili a Torino appare per la prima volta in funzione di perito di architettura . Dipinge due tele destinate alla chiesa gesuitica di Alessandria : un San Francesco Saverio in atto di battezzare e la Presentazione di Maria Vergine al Tempio.

1680 Un progetto per il rifacimento della chiesa di S. Ignazio (oggi S. Andrea) a Savona, presentato nei primi mesi dell'anno, è forse attribuibile ad Andrea Pozzo, ma tale paternità non è comprovata da testimonianze attendibili. La realizzazione dell'edificio non sarà avviata prima del 1714, è però probabile che il disegno definitivo traesse ispirazione da quello redatto ben 34 anni addietro. Una inconfutabile prova documentaria esiste invece in merito ad un suo progetto per la chiesa di S. Ignazio a Novara (non esiste più niente). Tale ideazione non è esattamente databile, è però plausibile che rientri nel periodo milanese del gesuita. La menzione del disegno si trova in una lettera del 1740, che riferisce dell'imminente avvio del cantiere, con la raccomandazione di attenersi alle linee generali del disegno di Pozzo.

1680-81 Dipinge un San Giovanni Crisostomo e una Maddalena penitente per il padre generale Oliva, come dimostrazione delle sue capacità. I due dipinti verranno mostrati dal padre generale Oliva al celebre pittore Carlo Maratta, che suggerisce di chiamarlo a Roma per offrirgli la possibilità di affinare il suo stile e di perfezionare la sua tecnica pittorica sul modello dei capolavori ivi esistenti.

1681 Lascia Torino e passa per Milano e Como, dove dipinge "molti quadri per i nipoti di Innocenzo XI e per altri signori di gran conto". Il Senatore Antonio Maria Erba gli commissiona sei grandi tele con episodi della Passione di Cristo, realizza inoltre la decorazione pittorica della cappella Odescalchi in S. Glovanni Pedemonte a Como. A Milano dipinge una tela raffigurante il Crocifisso con Sant'Ignazio, San Francesco Borgia e, il beato Luigi Gonzaga, destinata all’altare del crocifisso nella chiesa di San Simpliciano a Milano. Giunge a Roma nella chiesa del Gesù, dai padri del Collegio in cui ebbe una stanza. Trascorre i primi mesi in cucina “attese con somma umiltà a maneggiare in cambio del pennello, il ramajuolo, e la mescola di cucina".

1682-85 Apparato sacro per le Quarantore per la Congregazione de’ Nobili al Gesù, realizzato in meno di un mese. Prosegue, a far quadri tanto per questo che per altri collegi, si come molti disegni e modelli per macchine di Quarantore e d'altro di prospettiva. Madonna e i santi Giovannino e Michele bozzetto della pala per il duomo di Cuneo, ora nella sagrestia della chiesa di S. Ignazio a Roma. Martirio di San Venanzio nell'omonima chiesa dei gesuiti ad Ascoli. Viene richiesto da Giovanna Battista di Savoia Nemours, duchessa reggente di Savoia, per dipingere una sua Regia Galleria a Torino, Pozzo non vuole lasciare Roma nonostante le insistenze dei Savoia presso il padre generale.

1684 7settembre. InnocenzoXI approva con un rescritto la richiesta di Pozzo di rimanere a Roma per fare solo opere a soggetto sacro.

1685 Realizza le famose Quarantore Nozze di Cana nella chiesa del Gesù. spiegate poi nella tecnica esecutoria dallo stesso Pozzo nelle tavole I 67-71 della Prospectiva Pictorum et Architectorum. Il padre generale Charles de Novelle lo conferma nell'incarico per la decorazione pittorica del Corridoio prospiciente le camerette in cui visse e morì sant'Ignazio di Loyola nella Casa Professa. Affresca la cappella della vigna del Collegio Romano presso S. Balbina con scene raffiguranti i santi gesuiti. Riceve l'incarico da Milano per dipingere la cupola della chiesa di S. Sebastiano, ma Pozzo rifiuta.

1685-94 Decorazione pittorica nella chiesa di S. Ignazio a Roma.20 giugno 1685 inaugurazione della finta cupola. La tela con l'illusione architettonica riscuote molto successo, nonostante le iniziali critiche, riscosse quando Pozzo era al lavoro.Prima fase degli affreschi, fino al 1688: Sant'lgnazio consolatore degli afflitti (nella calotta absidale); Sant' lgnazio durante l'assedio di Pamplona (nella volta del presbiterio). Seconda fase degli affreschi, fino al 1693: il cantiere per la decorazione della volta con il grandioso affresco dell'Allegoria dell'opera missionaria dei gesuiti dura circa sei anni, durante i quali Pozzo riceve numerose e aspre critiche sia dagli artisti che dalle personalità in visita. Terza fase, sino al 1694: prosegue con gli affreschi dei quattro peducci Davide e Golia, Giuditta e Oloferne, Sansone e i Filistei, Giaele e Sisara e i tre dipinti nella tribuna: Sant'Ignazio invia san Francesco Saverio nelle Indie, la Visione della Storta e Sant' lgnazio accoglie nella Compagnia san Francesco Borgia (il bozzetto si trova a S. Ignazio). 31 luglio 1694: si svelano al pubblico gli affreschi della chiesa e anche il papa Innocenzo XII Pignarelli si reca a vederli. Dedica ad Anton Florian von Liechtenstein l'opuscolo intitolato significato delle pitture fatte nella volta della chiesa di S. Ignazio a Roma.

1687-93 Mentre dipinge a S.Ignazio fece tant’altre pitture e quadri d'ogni sorte guadagnando sopra 2000 scudi". Tra questi alcuni ritratti: Cardinale Giuseppe Renato lmperiali (perduto) ; padre Pietro Pinamonti (Galleria Palazzo Pitti, Firenze); padre generale Tirso Gonzales (perduto); San Francesco Saverio che battezza la Principessa Neachile nella chiesa di S. Francesco Saverio a Sansepolcro; San Francesco adora il crocifisso per la Collegiata dell'Assunta a Valmontone (bozzetto nella sagrestia di S. Ignazio, Roma). Esegue inoltre tre dipinti, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto e Adorazione dei pastori, destinati a Torino per essere collocati nell'oratorio dei Banchieri e dei Mercanti, annesso alla chiesa gesuitica dei SS. Martiri.

1690 ca. Altare maggiore di S. Sebastiano, la chiesa gesuitica di Verona (oggi rimontato nella parrocchiale di Cellore d'Illasi).

1690-1700 Alcune opere pittoriche eseguite a Roma entro il 1700: Assunzione, pittura sulla volta della biblioteca nel collegio Germanico e Ungarico presso S.Apollinare. Altare dipinto per la cappella maggiore della chiesa di S. Pantaleo degli Scolopi.

1693 Con i proventi dei dipinti realizza il primo volume del suo trattato di prospettiva pratica ad uso dei pittori e degli architetti, Prospectiva Pictorum et Architettorum, il libro, dedicato all'imperatore Leopoldo I e corredato da 100 incisioni, viene utilizzato da Pozzo anche come "libro di testo" per i suoi aiuti e collaboratori, che assieme formano una vera e propria scuola-accademia all'interno del Collegio Romano.

1694 Redige un magnifico disegno a pianta circolare per il Santuario di S. Maria delle Fornaci a Roma, da costruirsi grazie alla munificenza del cardinale Gaspare Carpegna. La proposta di Andrea Pozzo viene considerata troppo dispendiosa. Il progetto è però documentato nelle tavole Il 88-91(Chiesa rotonda) del trattato. Dello stesso anno l'Autoritratto (Galleria degli Uffizi, Firenze; ne esiste una replica leggermente discordante nel corridoio accanto alla sagrestia nel Gesù di Roma) e Ritratto di Paolo Segneri S1, entrambi commissionate dal Granduca di Toscana. Assieme al collaboratore Antonio Colli esegue le decorazioni pittoriche nel Refettorio del convento dei Minimi a SS. Trinità de' Monti, Roma: un arioso loggiato prospettico con diversi gruppi di figure che rappresentano il convivio delle Nozze di Cana. Sempre con i suoi collaboratori esegue gli affreschi prospettici nell'antico refettorio del convento di S. Orsola.

1694-1702 Diverse incombenze per il Collegio Inglese di Roma che, dopo la morte di Philipp Thomas Howard, duca di Norfolk e cardinal protettore della nazione inglese, passa sotto la diretta amministrazione dei gesuiti. Pozzo realizza tele e pitture sulle volte del refettorio e della cappella domestica; sul muro del giardino dipinge un fondale prospettico ispirato al teatro sacro raffigurato sulla tavola 48 della Prospectiva. L'ambizioso progetto che Pozzo redige per la ricostruzione di S. Tommaso di Canterbury, appartenente allo stesso collegio, rimane sulla carta. Nello stesso periodo redige un progetto per la ricostruzione della chiesa di S.Apollinare, appartenente al Collegio Germanico e Ungarico di Roma.

1695-1699 Viene indetto un concorso per la realizzazione dell'altare di Sant' Ignazio nella chiesa del Gesù. Pozzo vi partecipa, e sulla base di un suo disegno realizzato "su carta turchina", e forte del sostegno dall'architetto Carlo Fontana, sbaraglia la concorrenza rappresentata dagli architetti Giovanni Battista Origani e Sebastiano Cipriani. Viene fabbricato un grande modello ligneo che formerà il punto di riferimento per la realizzazione dell'altare. Vi partecipa una squadra sorprendentemente numerosa di artigiani (marmorari, scalpellini, fonditori di bronzo, argentarie gioiellieri) e un gruppo di scultori prevalentemente francesi, tra cui Pierre Legros il giovane, autore, tra l'altro, della grande statua argentea del santo. Il l0 ottobre 1699 si inaugura l'altare alla presenza del papa Innocenzo XII.

1696-1699 Il disegno di Pozzo per l'altare di San Luigi Gonzaga nella chiesa di S. Ignazio a Roma viene approvato e prende avvio il cantiere; per il paliotto marmoreo con S. Luigi In gloria ci si rivolge nuovamente allo scultore francese Pierre Le Gros il giovane. Affresco San Luigi Gonzaga in gloria contemplato da Santa Maria Maddalena de' Pazzi sulla volta del transetto destro della chiesa S. Ignazio, Roma; il bozzetto preparatorio si trova nella sagrestia. Il cantiere si conclude nel 1699.

1699 Il cardinale Benedetto Pamphilj chiede due disegni per la facciata della basilica di S. Giovanni in Laterano, Pozzo pubblicherà questi suoi progetti nelle tavole II 83-87 della Prospectiva.

1699-1700 Padre Antonio Baldinucci S.J. gli affida l'intera decorazione pittorica della chiesa del Gesù a Frascati, il cui edificio è stato appena ultimato sotto la direzione di Padre Gregorio Castrichini S.J. Pozzo e i suoi collaboratori, tra cui soprattutto Antonio Colli, eseguono la finta cupola, la parete di fondo della cappella maggiore e quelle del transetto. Nello stesso periodo viene insistentemente richiesto dai confratelli della provincia sicula che desiderano affidargli la decorazione pittorica della chiesa di Casa Professa a Palermo. Pare che Pozzo, oberato dalle incombenze, non vi ci sia mai recato. In veste di perito architettonico della curia generalizia romana è forse coinvolto attivamente nella progettazione della chiesa di S. Ignazio a Mazara del Vallo. Operando sempre a distanza elabora a Roma i progetti definitivi per la chiesa di S. Ignazio, del collegio gesuitico di Dubrovnik, correggendo e perfezionando diverse proposte rimessegli dal fratello Henri Laloyau, il falegname e praefecrus fabricae inviato sul luogo.

1700 Pubblicazione del secondo volume del trattato Prospectiva Picrorum et Architectorum, dedicato al futuro imperatore Giuseppe l e illustrato da 119 incisioni. I due volumi del trattato verranno tradotti in numerose lingue (inglese, francese, tedesco, fiammingo, portoghese, greco e cinese)e diffonderanno in tutto il mondo il metodo illusionistico e i concetti scenografici di Andrea Pozzo. Nello stesso anno redige un progetto per la fabbrica del collegio gesuitico di S. Vigilio a Siena. È richiesto dal langravio Carlo d'Assia-Kassel, ma Pozzo invia "un suo scolaro".

1701-02 Andrea Pozzo viene coinvolto nella progettazione della chiesa ciel Gesù a Montepulciano, la cui fabbrica era stata sospesa quattro anni addietro, quando il disegno originario redatto da Giovanni Battista Origoni si era rivelato troppo dispendioso. La costruzione seguirà fedelmente il disegno di Pozzo. Nel 1704, quando il maestro si trovava già a Vienna, il suo concetto che prevedeva una volta a doppia calotta verrà abbandonato. Pozzo lavora nella stessa città di Montepulciano, anche come pittore: ornando di affreschi il salone del palazzo Contucci. Lascia inoltre un disegno per l'altare maggiore della collegiata nella vicina Lucignano. L'attribuzione di altri due edifici poliziani al Pozzo le chiese di S. Maria dei Servi e di S. Bernardo è del tutto ipotetica. È verosimilmente nel contesto di queste attività toscane che Pozzo dipinge anche la grande tela con finta cupola collocata all'interno della Badia delle SS. Flora e Lucilla ad Arezzo. L'ultima opera pittorica eseguita a Roma è un Ritratto del cardinale Ruffo (perduto).

1702 Si avvicina la partenza di Pozzo per Vienna, dove è atteso dall'imperatore Leopoldo l, e si congeda personalmente dal Papa che consiglia "di far presto e ritornare a far un opera in Roma che mi ha confidato in secretto".Si tratta della decorazione pittorica della chiesa di S.Maria degli Angeli, menzionata da Baldinucci tra le incombenze rimaste irrealizzate per la sopraggiunta morte dell'artista. Durante il viaggio verso Vienna Pozzo passa a Montepulciano e a Firenze, "che non aveva mai veduta". Dipinge il San Francesco Saverio che predica agli infedeli, pala d'altare della seconda cappella a destra nella chiesa di S.Ignazio (oggi Spirito Santo) a Pistoia. Arriva a Trento dove dipinge "alcuni quadri per amici e signori del luogo" e rilascia un progetto per l'edificio della locale chiesa gesuitica di S. Francesco Saverio. Dando fede alla tradizione locale, gli si dovrebbe attribuire anche la progettazione della chiesa gesuitica di Belluno, realizzata a partire dal 1704, ma le fonti dirette non menzionano il suo nome.

1703 La prima incombenza viennese doveva consistere nella decorazione pittorica della Peterskirche, chiesa di una confraternita retta dalla stessa Maestà Cesarea di Leopoldo l; ma essendo ancora incompiuta la struttura dell'edificio, l'opera slitterà verso gli anni 1707-09, e sarà realizzata solo per una minima parte. Nel corso degli anni sarà cancellata da successivi interventi pittorici. Durante tutti gli anni che Pozzo vive a Vienna gode dell'altissima stima personale dell'imperatore, per il quale realizza diverse opere, tutte ricordate da Pascoli e Baldinucci, ma non più esistenti, tra cui la decorazione pittorica della "gran sala nella Favorita Vecchia del Subborgo o Città Leopoldina" (cioè nella villa suburbana dell'Augarten) e un altare provvisorio per la cappella domestica del castello imperiale di Schonbrunn. Per la corte imperiale Pozzo è attivo anche per le scenografie di diversi spettacoli teatrali.

1703-09 Completo rifacimento interno della Universitàtskirche (chiesa del collegio gesuitico di Vienna), dove rimodella le cappelle laterali e ricostruisce l'altare maggiore, sulla grande volta a botte dipinge una finta cupola situata sopra il centro della navata.

1704-1709 II principe Johann Adam Andreas von Liechtenstein fa affrescare da Pozzo la volta del salone nella sua villa suburbana, il palazzo Liechtenstein nella Rossau. Redige inoltre progetti per due chiese costruite dai principi Liechtenstein : la parrocchiale del sobborgo viennese Lichtenthal, e la chiesa di Pozorice nella Moravia meridionale.

1705 Apparato funebre per Leopoldo I° nella chiesa del collegio di Vienna. Allestisce un apparato effimero eretto in onore dei sette santi protettori del Tirolo "in Sanctis suis septem conterraneis", come precisano le litterae annuae di quell'anno” .

1706-1707 Altare maggiore della Franziskanerkirche di Vienna, una suggestiva opera, singolare per l'ingegnosa combinazione di strutture reali e fittizie.

1709 Altare maggiore della Kirche am Hof, chiesa appartenente alla Casa Professa viennese, (distrutto alla fine del XVIll secolo, ma documentato da un disegno di Salomon Kleiner; ne rimane soltanto un frammento della pala). Tra le varie opere a Vienna Pascoli menziona inoltre un santo sepolcro allestito nella chiesa del Collegio, la decorazione marmorea e pittorica di una cappella nella chiesa dei Padri della Misericordia (Kirche der Barmherzigen Bruder), un altare prospettico per i padri del Riscatto(nella Alscrkirche). Pascoli gli attribuisce inoltre "l'architettura e disegno della Chiesa de' Padri di S. Dorotea" (edificio non più esistente). Infine crea un bozzetto, raffigurante le Nozze di Cana per la parete di fondo del Refettorio nel Collegium Clementinum dei gesuiti di Praga, opera che sarebbe stata eseguita dal suo allievo Christoph Tausch. Negli ultimi mesi di vita è fiducioso di poter presto partire per Venezia: "essendo pregato con calde istanze da Giesuiti e da Nobili primarii che darebbero il necessario per fabbricarci una nuova Chiesa purché io fossi l'Architetto ed il Pittore".

1709 31 agosto. Muore a Vienna all'età di 66 anni. "Fu susseguentemente esposto nella chiesa della casa professa, dove colle solite religiose esequie, e con insolito concorso d'ogni genere di persone, che in truppe andavino a vederlo per l'ultima volta, fu anche sepolto".


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